Quando l’imprenditore vuole fare anche il web designer

Qui in Italia c’è ancora da lavorare per sistemare carrozzerie e motori del Web Nazionale, tanto che a volte mi chiedo come mai il governo non lanci una campagna di rottamazione dei siti vecchi o poco efficenti dal punto di vista grafico o tecnico.

Il mio amico che nel tempo libero fa il ‘web master’
Gli imprenditori all’avanguardia hanno capito da anni che è importante presentarsi al pubblico con un prodotto bello e funzionale e che per ottenere un prodotto del genere bisogna rivolgersi a delle ditte e a dei professionisti e non a dopolavoristi e studenti che per guadagnare qualcosa in nero mandano online siti spesso scadenti: brutti, lenti e farraginosi.
Altri imprenditori infatti, meno aggiornati, si rivolgono a questi non-professionisti: spesso si tratta dell’amico dell’amico o di un parente. Purtroppo questi, oltre a produrre siti non efficenti, il più delle volte hanno molta faccia tosta e sanno anche vendere care le proprie ‘opere’, per cui alla fine si rischia di non risparmiare affatto, anzi.

Siti rossi e blu con paperette viola e gialle in homepage
Quando invece questi imprenditori all’arrembaggio del web provano a rivolgersi al professionista, si distinguono perchè per prima cosa continuano a chiedere “Quando costa?”, ancora prima che il professionsta abbia in mano anche un solo elemento per valutare l’entità del preventivo. Sono personaggi pericolosissimi, con i quali non ci si può permettere di cominciare a lavorare senza avere in mano un preventivo, un progetto e una bozza firmati, perchè sono capaci di rovinarvi la giornata per molti mesi a venire, visto che cambiano continuamente idea sui progetti. A lavoro avviato, poi, insistono per sostiuirsi al grafico di turno e richiedono catastrofi grafiche come siti rossi e blu con animazioni a base di paperette viola e gialle in homepage, tanto che a lavoro finito il grafico preferisce non inserire questi lavori post-moderni nel proprio web-portfolio.

“Il logo? Bello, eh? L’ho fatto io!”
Quante volte noi grafici ci siamo strappati i capelli, vedendoci recapitare dall’agente, sulla scrivania, delle brochure contenenti loghi con molta evidenza fatti in casa, magari colorati di rosa, viola e marrone? Il sito ovviamente deve riproporre questi colori sociali. Nei casi peggiori i loghi sono più d’uno e tutti quanti diversi per forma e per colore. Alcuni anni fa, inoltre, i loghi non venivano forniti in formato digitale su cd, per cui era necessario scansionare le brochure e ricostruirli di sana pianta con un programma di grafica e poi si cominciava a realizzare la bozza di un sito con in mano solo un logo ed un indirizzo, perchè non si riusciva a farsi dare altro, perchè l’imprenditore aveva sempre altro da fare e non aveva tempo di occuparsi del sito. Anche oggi il sito web è continua ad essere l’ultima preoccupazione degli imprenditori, che così si fanno vivi al telefono o via mail specialmente al venerdì o al sabato o durante ferie e festività oppure qualche giorno prima della prossima fiera a cui devono partecipare. La fiera comincia di mercoledì e loro ti chiamano, se va bene, il lunedì perchè devono inserire nel sito 10 prodotti nuovi, 5 news, 4 link, 1 pop-up, 50 foto e 7 file in .pdf dowloadabili e non si capisce perchè credono che un professionista sia perennemente a loro disposizione e pretendono di avere la precedenza su tutti gli altri lavori che il grafico ha in corso, con il risultato che a volte capita di lavorare anche di notte.

“Cos’ha la mia foto che non va?”
A volte era, e capita ancora oggi, necessario scansionare pure le fotografie dei depliants, perchè neanche queste venivano fornite su cd. Qui non posso non soffermarmi sulla qualità delle foto.
Il nostro imprenditore all’arrembaggio infatti si affidava e si affida alle capacità fotografiche proprie o di un parente o di un amico, con risultati catastrofici. Ieri scattava in analogico, oggi scatta in digitale: non dobbiamo più scansionare per fortuna, ma la qualità rimane bassa ugualmente. Le immagini arrivano sul nostro pc mosse, sfocate, controluce, gli orizzonti sono inclinati e non dritti e poi c’è sempre qualcosa da togliere, nella foto. Se lo strumento ‘timbro’ di Photoshop non fosse virtuale, ne avrei ormai consumate quantità industriali. Per rendere apprezzabili le foto è spesso necessario un lungo ritocco, condotto su ogni scatto. Le ore di lavoro aumentano e così il prezzo finale: come motivare questo costo ad una persona che non ha abbastanza esperienza o sensibilità per capire che lo scatto fornito ha una qualità inaccettabile per la pubblicazione?

Oltre al problema delle foto e dei loghi, ogni tanto si pone anche il problema del carattere, del font.
Il nostro imprenditore all’arrembaggio usa spesso i font più strani, brutti ed introvabili.
Se il logo e lo slogan sono stati realizzati dal cliente, non ci sono grossi problemi, basta andare a frugare nel suo computer. A volte però capita che la grafica in questione si stata realizzata dieci anni prima da una tipografia che magari nel frattempo ha chiuso e allora si apre la caccia al font, a volte veramente impossibile da trovare e allora ci si arrabatta ancora a ricostruire e a modificare altri tipi di font.

Potrei andare avanti a lungo. Si potrebbe parlare di quanto è difficile entrare nella testa del cliente e di quanto è lungo preparare un preventivo preciso. A volte è necessario realizzare tante bozze, altre volte operare parecchie modifiche al sito finito, altre volte ancora, nei mesi successivi alla pubblicazione del sito, si riceve uno stillicidio di materiale e foto da inserire, due o tre alla volta.
Come spiegare ad un cliente che questo ha un costo perchè implica un certo lavoro? Il sito infatti è come un abito realizzato su misura e quindi a volte ci vuole più tempo a riprendere in mano il lavoro che ad inserire le ultime foto o notizie.

Magari però dedicherò a questi argomenti ancora un altro articolo.

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